Il Discorso sulla cornice nell’Arte

Live "A cuor contento" - Eremo club

Sabato 27 Luglio all’eremo club di Molfetta si è tenuto il concerto, sold-out, di Giovanni Lindo Ferretti in “A Cuor contento”.

È noto il suo riavvicinamento alla religione Cristiana e il cambio di idee politiche che si sono fatte più destrorse. Gesto inaspettato da uno come lui, che è stato cantante e autore dei testi dei CCCP, band punk, filo-sovietica, molto influente in quella scena musicale degli anni ottanta (1982-1990).

Una decina dei pezzi in scaletta erano proprio del periodo CCCP. Tutti rivisitati e riarrangiati dai suoi nuovi compagni di viaggio, i musicisti Ezio Bonicelli e Luca A. Rossi. Giovanni Lindo Ferretti, con gli occhi quasi sempre completamente chiusi, tranne che in “Emilia Paranoica”, dove sembrano uscirgli fuori dalle orbite e, con il corpo pervaso da oscillazioni cadenzate, canta con voce chiara e profonda. I ritmi sono cambiati ma la sostanza non sembra essere scalfita dai segni del tempo. Un pubblico eterogeneo partecipava unanime alla celebrazione di quello che sembrava un vero e proprio rito.

Ultimo brano: “Spara Jurij”. Il pogo mescola il pubblico. Ferretti esce di scena senza ulteriori cerimonie. Il rito è finito. Cos’ altro dirsi?

Ritorniamo alla cornice tralasciando l’opera d’arte. Molto si è detto riguardo i suoi mutamenti. Tanti fans si sentono traditi, indignati e delusi per le sue scelte. Non è l’unico ad aver suscitato un dibattito simile.

Ferretti Brown

1968. Stati Uniti d’America. Durante la campagna elettorale di quell’anno, James Brown diede appoggio al Repubblicano Nixon. Si esibì nel Gennaio del 1969 alla cerimonia d’insediamento del presidente Nixon, cantando “Say It Loud”, “I’m Black and I’m proud”, un vero e proprio inno dell’orgoglio nero.

Brown fu attratto dal programma della “affirmative action”, volto a favorire, da un lato, l’istituzione di quote di assunzioni preferenziali a favore dei cittadini neri nel settore pubblico e, dall’altro, il loro lavoro e il loro spirito di imprenditorialità, nel chiaro intento di coltivare una classe media black e conservatrice che, quindi, potesse preservare il vigente sistema socio-politico statunitense.

Questo generò non pochi malumori negli ambienti di militanza nera e più in generale creò un enorme ferita nei cuori della tanto decantata “soul people”.

Propongo un esperimento ai fans delusi dalla mancanza di coerenza del Ferretti fedele alla linea: accendete la radio, in orari serali, magari nel fine settimana. Appena verrà trasmessa “Sex machine” (perché verrà trasmessa), cronometrate il tempo in cui riuscite a restare fermi e impassibili. Ditemi che il vostro sedere non inizia a scuotersi. Ditemi se il collo non accompagna la testa nel ritmo.

Ditemi che il quadro non vi fa esaltare e che invece la cornice vi rende tristi.

 

Scritto da Antonio Nenna

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